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Masseria "Li Monaci"

Masseria Monaci

Masseria "Li Monaci"

Azienda Monaci è l’azienda di famiglia di Severino Garofano.

A qualche chilometro dall'abitato di Copertino, in provincia di Lecce, si trova questa azienda agricola con un complesso molto vasto di fabbricati rurali, la Masseria, in bella posizione, circondato da trenta ettari di terreno, di cui circa sedici ettari sono già investiti a vigneto, che dovrà essere esteso, a breve, sull'intera proprietà dell'azienda. La struttura rurale comprende anche una moderna cantina per la vinificazione mirata della produzione, per l’affinamento in legno e l’invecchiamento in bottiglia dei vini da destinare al mercato.

Da più di mezzo secolo questa azienda esporta su quasi tutti i mercati europei i suoi vini da Negroamaro. La maggior parte di essi è costituita dal Copertino a “denominazione di origine controllata”, al quale si accompagnano altri rossi, con notevole successo, ed anche vini bianchi provenienti da varietà locali e da vitigni extra-regionali.

La Storia

La Masseria conserva ancora tutte le strutture connesse alle attività agricole del passato: gli alloggi per i contadini e il massaro, il forno, le cisterne per la raccolta delle acque piovane, la colombaia, i granai, gli ambienti per il deposito delle sementi, quelli per la lavorazione del latte e la stagionatura dei formaggi, il palmento, il frantoio, oltre ad un’abitazione residenziale realizzata nella prima metà dell'Ottocento.

Questa tenuta ha una storia molto antica per le testimonianze lasciate dai monaci bizantini, o comunque di rito greco, che occuparono quest'area intorno all'anno Mille. Esistono, infatti, tuttora le vecchie strutture delle prime comunità rurali e una chiesetta ipogea, di notevole valore culturale e storico del cenobismo basiliano in terra salentina.

La Masseria prende il nome, appunto, dai Monaci provenienti dall’Oriente, i quali avevano organizzato delle vere attività agricole con i lavori di messa a coltura del terreno e la diffusione della coltivazione di alcune piante, in primo luogo la vite e l'ulivo.

La filosofia di vita di questi eremiti prevedeva non solo la preghiera ma anche il lavoro nei campi; erano comunque dei perseguitati, per l'avversione iconoclasta dell'impero bizantino.
Per sfuggire alle persecuzioni essi costruivano delle caverne o delle cavità nel terreno come luogo di ricovero e di preghiera, provvidenziali anche durante le frequenti incursioni e i saccheggi che i Turchi perpetravano, in coincidenza della raccolta soprattutto dei cereali, ai danni delle popolazioni salentine, ormai dedite all'agricoltura stanziale.

Poiché buona parte delle terre della pianura messapica nell'antichità veniva sfruttata per l’allevamento vagante degli ovini, la presenza di questi monaci rappresentò sicuramente un potente richiamo di pastori e contadini per costituire il nucleo primario delle attività agricole della zona.

Essi diedero vita ai primi nuclei di famiglie, che vivevano in un sistema di difesa in Casali, prima ancora della nascita dei veri e propri paesi. La storia di Copertino inizia, appunto, con l’aggregazione di questi primi nuclei di contadini ed in primo luogo dalle comunità rurali che vivevano nella tenuta "li Monaci".

Nell'attuale comprensorio della Masseria si trova una cripta dedicata a San Michele Arcangelo che è raffigurato secondo l'iconografia bizantina.
In questa chiesa rupestre, che dipendeva da un monastero, si trovano due altari e numerosi affreschi raffiguranti la crocifissione, San Giovanni Evangelista a mezzo busto ed altri dipinti di figure votive.