Ceci n'est pas une Magritte

Una suite confortevole in un Wine Hotel, lenzuola morbide e profumate su un letto king size, notti di riposo ristoratore, magari di passione, e di sogni, ça va sans dire. Quale lo sfondo perfetto?
Non pochi anni fa mi ponevo questa domanda mentre ero alle prese con la scelta di una foto che rappresentasse la nostra azienda per personalizzare il muro su cui poggiava il letto nella Suite Girofle.
Botti, serbatoi, tubi, corridoi panoramici in angoli di cantina? O forse un enorme grappolo di uva, magari con grandi cesoie abbinate, che incombono sulle palpebre chiuse del dormiente?
Decisamente no.
Cercavo qualcosa che regalasse a chi fosse stato in quel letto il senso del riposo ristoratore e del benessere.
Chiamai in soccorso una coppia di amici, Frankie Ruffolo e Francesca Elia, da poco volati in quel di Londra per coltivare l'estro fotografico di Frankie.
Pochissime parole via Skype e in un baleno di creatività, ecco arrivata la soluzione.
Nacquero così i calici di Girofle in un cielo di nuvole. Un po' magrittiano, esclamammo quasi contemporaneamente dai due capi della comunicazione.
Un omaggio a Magritte, il genio surrealista che dipingeva i sogni, artista che molto amo, quello oggi voglio fare a 50 anni dalla sua morte riprendendo questi vecchi ricordi e quella foto che è diventata poi una cartolina per il Girofle e per i suoi spin-off: Girofle&Cocktails e Gocce di Girofle.
Del resto, lo stesso Magritte affermava:
«Se il sogno è la traduzione della realtà, allora la realtà è la traduzione del sogno».