Dalle pietre nascono i fiori...

Garofano Vigneti e Cantine presenta le nuove annate dei rossi
DALLE PIETRE NASCONO I FIORI - lunedì 16 ottobre 2017 @ Cantina Garofano

Un legame ancestrale e profondo, quello fra la pietra e i frutti della terra, in particolare i vini, che il Salento conosce fin troppo bene, arido e duro, dal quale sbocciano alcune tra le eccellenze enogastronomiche note in tutto il mondo. “Dalle pietre nascono i fiori” è il nome che Stefano e Renata Garofano hanno voluto dare a una giornata speciale, durante la quale le porte della cantina nella periferia di Copertino sono state aperte a clienti e amici, lunedì 16 ottobre per tutto il giorno, per far degustare in assoluta anteprima le nuove annate dei tre rossi di casa di prossima uscita. Principe è stato il Negroamaro, vitigno autoctono, la varietà d'uva privilegiata e prima fonte di ispirazione delle etichette. È la pietra che modella i vini in casa Garofano, in un pezzo di Puglia dove la terra è scarsa in argilla: vini dai tannini morbidi e delicati e dai sapori freschi e sapidi. “La Puglia è una regione ricca di osso e povera di polpa: è caratterizzata da larghe superfici dove la pietra è parte stessa del terreno e i suoli sono poco profondi, discontinui e resi aridi dalle scarse piogge. Eppure l'uomo, reagendo a una natura poco benigna, con un lavoro millenario e con sforzi quasi ciclopici, ha conquistato ogni pezzo di terra coltivata, quasi ogni zolla, rompendo e asportando la roccia affiorante”.

In degustazione: Eloquenzia 2013, il Copertino doc (Negroamaro 100%), vino testimone del profondo legame con il territorio, è rosso di stile tradizionale, elegante e fresco, dal colore rosso rubino intenso, esordisce al naso con note di cuoio dolce, tabacco, spezia, frutti scuri selvatici, al palato asciutto, elegante e fresco; Simpotica 2014, Salento IGP, da uve Negroamaro e Montepulciano, di un bel colore rosso rubino tendente al granato, ha profumi vari ed intensi, con note scure di sottobosco, frutto di visciole e prugne mature, dal sapore deciso e fresco, con tannini eleganti e veri, e tanta sapidità che rinfresca un finale da favola; Le Braci 2011, Salento IGP da uve Negroamaro (100%), dal colore intenso con riflessi purpurei, tendenti al granato. Morbido, elegante, sontuoso al palato, regala una lunga persistenza di sensazioni gusto-olfattive. La sovramaturazione delle uve, ovvero l'avvizzimento spinto degli acini, dona la vino una struttura complessa e sontuosa. I profumi di fiori e frutta sono in evidenza: uva sultanina e cassis, con una speziatura di chiodo di garofano e polvere di cannella, cioccolato amaro e china.
Lungo le pareti della sala degustazione, su barrique e vasche di cemento, in esposizione la mostra fotografica “Petra” di Daniele Coricciati, una serie di scatti in bianco e nero che raccontano la pietra del Salento, ossatura della regione, primo rudimentale strumento nelle mani dell'uomo. La struttura della pietra diventa un'idea astratta, materiale disomogeneo eroso dal tempo.
In abbinamento ai vini, gli ospiti hanno potuto degustare alcuni dei prodotti pugliesi più gustosi a cura di Assaggi a Sud Est, tra cui sottoli e paté prodotti da I Contadini, formaggi di capra garganica, pecorino, caciocavallo podolico. Sulla tavola anche i salumi Santoro, tra cui l' imponente Capocollo DUECENTO, non ancora in commercio, selezione del patron Giuseppe Santoro.

foto: © Simona Giacobbi